
E stato condannato allergastolo Mauro Pedrotti, colpevole dellomicidio della madre Santina Delai, uccisa a Puegnago del Garda il 7 febbraio del 2024.
Il sostituto procuratore Bellesi aveva chiesto la condanna allergastolo perché il delitto sarebbe aggravato dalla premeditazione, dal rapporto di parentela e dalla minorata difesa della vittima.
Lex operaio 58 enne viveva nella villetta accanto a quella della madre Santina di 78 anni. Allalba del 7 febbraio 2024 laveva strangolata prima con le mani e poi stringendole al collo uno straccio. Inizialmente Mauro Pedrotti aveva simulato una rapina degenerata, ma poche ore dopo i fatti aveva confessato, davanti alle evidenze, di essere stato lui a strangolare la madre che non sopportava più. Pedrotti aveva descritto la donna come opprimente ed invadente, ma ha sempre negato la premeditazione dellomicidio.
Il difensore dellimputato, lavvocato Brunelli, ha sostenuto che si sia trattato di un delitto dimpeto maturato dopo una lite per la reazione dellanziana alla proposta del figlio di cambiare casa. La corte dAssise di Brescia però ha riconosciuto anche la premeditazione, perché secondo laccusa Pedrotti avrebbe pianificato il delitto nei giorni precedenti. A sostegno della ricostruzione, la Procura ha richiamato alcune dichiarazioni rese dallimputato durante l’interrogatorio, ma anche alcune frasi pronunciate in paese poco prima dell’omicidio, tra cui quella riferita dalla parrucchiera della madre secondo la quale Pedrotti avrebbe detto: “Prima o poi la uccido”.
La sentenza, arrivata al termine del processo di primo grado, è quella dunque di una condanna allergastolo.
Il sostituto procuratore Bellesi aveva chiesto la condanna allergastolo perché il delitto sarebbe aggravato dalla premeditazione, dal rapporto di parentela e dalla minorata difesa della vittima.
Lex operaio 58 enne viveva nella villetta accanto a quella della madre Santina di 78 anni. Allalba del 7 febbraio 2024 laveva strangolata prima con le mani e poi stringendole al collo uno straccio. Inizialmente Mauro Pedrotti aveva simulato una rapina degenerata, ma poche ore dopo i fatti aveva confessato, davanti alle evidenze, di essere stato lui a strangolare la madre che non sopportava più. Pedrotti aveva descritto la donna come opprimente ed invadente, ma ha sempre negato la premeditazione dellomicidio.
Il difensore dellimputato, lavvocato Brunelli, ha sostenuto che si sia trattato di un delitto dimpeto maturato dopo una lite per la reazione dellanziana alla proposta del figlio di cambiare casa. La corte dAssise di Brescia però ha riconosciuto anche la premeditazione, perché secondo laccusa Pedrotti avrebbe pianificato il delitto nei giorni precedenti. A sostegno della ricostruzione, la Procura ha richiamato alcune dichiarazioni rese dallimputato durante l’interrogatorio, ma anche alcune frasi pronunciate in paese poco prima dell’omicidio, tra cui quella riferita dalla parrucchiera della madre secondo la quale Pedrotti avrebbe detto: “Prima o poi la uccido”.
La sentenza, arrivata al termine del processo di primo grado, è quella dunque di una condanna allergastolo.





