OMICIDIO YARA, IL GIALLO DELLA FOTO SATELLITARE

Il campo di Chignolo d’Isola fotografato da un satellite il 24 gennaio 2011. Con un cerchio rosso è indicato il punto in cui è stato ritrovato il corpo di Yara Gambirasio il 26 febbraio 2011. Si riesce a vedere qualcosa? E’ possibile, considerata la qualità dell’immagine, stabilire se davvero ci sia il cadavere della ginnasta? La foto è stata trovata dal blogger Gianluca Neri e gli avvocati di Massimo Bossetti ne hanno chiesto l’acquisizione nella prima udienza del processo d’appello iniziato a Brescia. Se si stabilisse che in quella data il cadavere non era lì, si minerebbe uno dei pilastri dell’accusa secondo cui la 13enne è stata uccisa la sera stessa in cui sparì da Brembate Sopra e lasciata morire nel campo dove poi è stata ritrovata 3 mesi dopo, per caso, da un aeromodellista. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo nel processo di primo grado ha spiegato come Yara nella mano destra stringesse arbusti di quella zona ma non solo. Sul corpo e sui vestiti c’erano spine tipiche di quel campo e anche alla base delle ferite sono stati ritrovati elementi botanici collocabili in quel luogo e probabilmente non trasportabili. Con questa foto cambia qualcosa nella ricostruzione dell’accusa? La difesa ha sempre sostenuto invece che Yara sia stata uccisa altrove e trasportata in un secondo momento a Chignolo. Per il procuratore comunque la circostanza non scagionerebbe Bossetti dalla prova principale: il suo dna sugli indumenti della vittima.

 

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