Allegro, esuberante, generoso, altruista Così gli amici descrivono Nicola Della Morte, il calciatore ucciso domenica scorsa in Sardegna per aver difeso la fidanzata da un coetaneo forse in preda all’ebbrezza alcolica. Nicola, nato a Chiavenna e cresciuto a Mese, è morto a soli 23 anni durante una festa per la fine del campionato. Figlio unico, scuola professionale a Colico, manutentore di impianti idraulici in svizzera, calciatore dilettante, Nicola trascorreva da un paio d’anni i mesi invernali in Sardegna. Si era trasferito per amore dopo essersi fidanzato con una ragazza del posto conosciuta in Valchiavenna, figlia del presidente dell’ Ottava, la squadra di seconda categoria in cui militava e in cui ha giocato al sua ultima partita poche ore prima di morire. Sotto choc i genitori, subito partiti per raggiungere l’isola. Vogliono capire perchè il loro figlio sia stato accoltellato a morte durante una banale discussione. Secondo una prima ricostruzione l’assassino stava infastidendo alcune ragazze nel circolo del campo sportivo dove Nicola si trovava insieme alla squadra. Il giovane lombardo lo invita ad allontanarsi, ne nasce una discussione che finisce con un’ improvvisa coltellata al petto. "Nicola era sempre così, sempre pronto a intervenire in difesa di qualcuno, siamo sconvolti" spiega Massimo Scordamaglia presidente dell’ Unione Sportiva Chiavennese. Sconvolto anche il primo cittadino di Chiavenna, Luca Della Bitta," E’ una tragedia che colpisce tutta la comunità". L’aggressore, Daniele Ventriglia, 25enne originario di Carbonia con piccoli precedenti penali, è stato arrestato lunedi mattina, fermato dalla Polizia vicino alla chiesa del paese con l’accusa di omicidio volontario.

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