MELZO, GLI AMICI NON CREDONO ALL’OMICIDIO

Increduli. Pronti a giurare che lui, Manuel Buzzini, morto suicida, mai avrebbe potuto fare del male alla sua fidanzata. La pista della coppia morta in seguito a un omicidio-suicidio non convince gli amici dell’operaio di Melzo. Secondo loro, non avrebbe mai potuto fare del male alla fidanzata.

Sara Luciani, 21 anni. Di lei non si avevano più tracce fino a quando le acque della Muzza, canale tra le province di Lodi e Milano, non ne hanno restituito il corpo. Galleggiava poco oltre le chiuse della casa dell’Acqua, nel comune di Paullo. A notarlo, un pescatore della zona. Una brutta storia, finita male e cominciata ancora peggio. Quella notte, tra sabato 8 e domenica 9 giugno. I due si incontrano, con loro una terza persona. Un amico di lui. Racconterà di aver consumato cocaina con Manuel mentre Sara ne era rimasta fuori, lucida. Il giovane, due ore dopo lascerà la coppia. Poi, il peggio: di Sara si perderanno le tracce. La si cercherà nei canali della zona, fino al suo ritrovamento nella Muzza. La sorte di Manuel, invece, è subito chiara. La domenica mattina, a poche ore dall’incontro con la fidanzata, lo troveranno impiccato a Melzo, nel cortile della casa della nonna. Omicidio suicidio, è la prima ipotesi degli investigatori. Lui, avrebbe ucciso lei per poi togliersi la vita. Un sospetto degli inquirenti che per gli amici della coppia pare impossibile.

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